Un funerale alle Cerniere

Cerniere.
Da un paio di settimane mi si rompono tutte le cerniere.
Prima l’astuccio delle penne, poi il borsellino delle monete, infine quello degli auricolari.

Non riesco a togliermi questa faccenda dalla testa…
ho quelle cerniere da anni, perché proprio ora?
Cosa sta capitando alle mie cerniere?
Hanno letto il dialogo chiodo-quadro di Baricco?
Hanno deciso a tavolino un suicidio collettivo?
Hanno perso la voglia di funzionare?

Forse sono io che ho sempre usato troppe cerniere, per catalogare e contare, suddividere e ordinare. Io che circondata da amici ingegneri ed ex iper-razionali ho sì tenuto i piedi per terra, senza farmi mai (troppo) male, ma ho anche perso la poesia.

Ho letto da poco che se il morso fa male significa che sei vivo, per questo motivo c’è sempre un lupo in ogni storia; se non fa male, se hai il tuo equilibrio perfetto, forse sei morto o imbalsamato o comunque lontano… lontanissimo da me e da ciò che sento.
Sento sirene. Sento proposte.
Sento che non ha senso iscrivermi in palestra se posso frequentare un corso di danze indiane, sento che non ho nulla da temere dalle mie tele se le amo per davvero, sento che posso proporre invece che attendere, che posso essere ogni cosa e che l’Eden è qui.
Sento che se smetto di sentire muoio e ci sono arrivata a un passetto così… un piccolo passetto così per sprofondare nella calda ovvietà del ciclostilato.
Sento che se anche sbagliassi (e per fortuna sbaglierò ancora tante volte!) sarà meglio che fingere di avere i piedi per terra.
Perché a me viene da volare.

E se le mie cerniere mi volessero davvero bene? Così tanto bene da sacrificarsi per me?
“Basta Vanadia… basta elastici tra le emozioni, liberati, apriti, fai come noi… apri tutto!!”
E poi sono morte.

Adesso devo fare il funerale alle mie cerniere.
Poi metterò gli occhiali da sole e sotto la pioggia andrò a tenere un workshop di disegno ad alcuni ingegneri del Poli… quanto riuscirò a plagiarli?
Probabilmente tanto quanto ci tengo io, quindi TANTO.

Nel frattempo, per ancora una settimana, resto con il fiato sospeso:
ho inventato un workshop tutto mio, mediandolo da un progetto che mi ha impressionata molto, modificandolo seguendo il mio istinto e i miei desideri, mettendoci dentro tutto ciò che piacerebbe in primis a me…
E lasciando fuori tutto ciò che non sopporto.
Ne è venuto fuori il primo esperimento di Disegno Silenzioso a Milano.

Ovviamente a tema Fantastico 🙂

Disegno Silenzioso.jpg

Qui l’evento!
Che l’Onirico sempre ci illumini. Amen.

 

 

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