Ma perché?

Mi è capitato 2 volte questa settimana: per andare a lavoro prendo il tram n.12, scendo in Cenisio e prendo la metro lilla fino a Isola.

Ora, io sono una ritardataria, inutile negarlo, quindi se arrivata in Cenisio becco l’ascensore aperto mi ci fiondo dentro in quanto mi permette di arrivare diretta ai portelli e – se sono fortunata – ficcarmi subito dentro il vagone della metro.
Ciò mi concede quei 5 minuti di non-ritardo che insegnando in una scuola elementare fanno la differenza.

2 volte negli ultimi 7 giorni (ma svariate volte da quando faccio questo tragitto) mi è capitato che un uomo mi dicesse “prego” cedendomi l’ingresso per prima in ascensore.
Questa faccenda è una lama a doppio taglio:
1. se entro per prima uscirò per ultima
2. ma perché?

Quando capita mi crea disagio. Qual è il motivo per il quale un uomo dovrebbe cedermi il posto? Sono più incapace a entrare in ascensore e necessito di una via preferenziale? Sono più debole e dunque da proteggere? Sono un insetto raro che va custodito?
Ciò avviene esattamente… perché? Perché ho un seno, una vagina e le mestruazioni ogni mese? Resto perplessa ma, va ammesso, non ho mai saputo controbattere a questa insolente cortesia.
Non ancora.

Basterebbe un “no, grazie” a far crollare qualcosa. Qualcosa di infinitesimamente piccolo eppur presente: la convinzione che il mio sesso mi differenzi per difetto da quello maschile.
Ma perché?

Se l’uomo con cui sto uscendo mi apre la portiera dell’auto può farmi anche piacere, ammesso che io possa ricambiare la gentilezza aprendola a lui in altra occasione o venendogli incontro con un ombrello. E invece no!
Quello si sente in difetto, imbarazzato, quasi umiliato.
Ma perché?

Se ti regalo una margherita è perché ti voglio bene e la margherita è un fiore bello.

Non critico il “prendersi cura” reciproco, che è dolcissimo e meraviglioso, anzi è ciò cui io anelo, ma non voglio poter/dover ricambiare solo cucinando per lui o tramite altri gesti “idonei” al mio seno, alla mia vagina e alle mie mestruazioni.

(e comunque lo so che la parola “vagina” o “mestruazioni” vi crea disagio)

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Non sopporto le donne che dicono “lui cucina per me!” come fosse un miracolo.
È un gesto carino. Stop. Carino.
E non mi piacciono gli uomini che dicono “io so cucinare” come conquista secolare…. insomma, anche io so cucinare, so usare un trapano, posare un parquet e quasi sempre so come far andare la lavatrice. E quindi?
Come se i saperi mondiali fossero suddivisi categoricamente per tendenze innate e dunque ci stupisca che un uomo sappia creare una carbonara o una donna ottenere ruoli di responsabilità aziendale.
“Quella sì che è una Donna la D maiuscola!”.
MA PERCHÉ?

Certo… un animale raro, curioso, bizzarro, uno strano caso di donna con capacità che solitamente sono solo appannaggio maschile. Una Donna con la D maiuscola.
A me ‘sta frase mi fa vomitare.
Lo dico con il cuore in mano: mi crea cospicui conati di vomito.
Al contempo mi fanno vomitare espressioni come “Be’, per essere un uomo è empatico” oppure “Lui è proprio dolce, considerando che è un maschio…”.
Come se gli uomini fossero relegati a una rozzezza inestinguibile, derivata dal loro essere primati, pulciosi e puzzoni, dunque stupiscono i rari casi di evoluzione…

Ma che davvero?!?!?

La nostra generazione (30-50) è indietro di centinaia di anni.

Tra le varie cose, sono anche maestra elementare e quest’anno in particolare insegno in 2 seconde, dunque seguo una 40ina scarsa di bimbi sui 7 anni.
Loro non vivono i nostri stereotipi, non ancora, non finché non glieli inculcheremo per ben benino. Loro si trattato alla pari, nel gioco come nel conflitto.
Lo fanno in relazione a ogni diversità che sanno benissimo cogliere ma non li stupisce né emoziona né sconvolge. Loro sanno di esser tutti diversi, per razza, sesso, altezza, competenze. E non ne subiscono alcuna violenza sociale.
Non ancora.

Ogni giorno, entrando in classe, mi chiedo: quanto ci metteranno ad appiccicarsi vicendevolmente delle etichette, quanto ancora godranno del loro conoscersi come esseri umani belli come opere d’arte, quanto ancora saranno liberi dai nostri schemi mentali?

Io spero, la speranza “maledetta stronza che non muore mai mentre io vorrei dormire” spero ci estinguerà insieme alla nostra cieca cavalleria e poco ortodossa censura sociale.

Il giorno in cui un bambino dirà “prego” cedendo l’ingresso in aula a una compagna io morirò. Sentirò di aver fallito come maestra.
Spero non avvenga mai.
Eppure, già a questa età i maschi si sentono in dovere di mostrarsi forti, risoluti, bulli.
Gli mangiamo via la libertà.
Già a 7 anni.

Ho una domanda per tutti voi che leggete questi miei vaneggiamenti, non so chi siate ma vedo le statistiche delle visite 🙂 la domanda è: vi è mai capitato?
Chiunque tu sia, ti è mai capitato di sentirti in qualche modo considerato “difettoso” da atteggiamenti quotidiani legati al tuo sesso?

Stasera avrei voluto scrivere di un mondo diverso chiamato Kirghisia, in cui chi non vi crede si lascia avvincere dalla calda depressione quotidiana, ma imbattendomi in un articolo online non ho potuto esimermi da questo pezzo…

Per chi volesse approfondire: articolo di Ilaria Nassa su The Vision.

3 pensieri riguardo “Ma perché?

  1. Leggendo il tuo pezzo, che credo tu abbia volutamente collocato sul crinale tra la provocazione e la denuncia, mi sono venute in mente mille risposte e una casistica disparata e contraddittoria.
    Preferisco non annoiare con l’esposizione, ma per sintetizzare direi che gli uomini della società attuale abbiano inconsciamente accettato una superiorità emotiva delle donne (da intendersi come piena consapevolezza ed utilizzo delle emozioni), e le manifestazioni di cortesia, spesso non richieste e non necessarie, siano uno dei tentativi di compensazione.
    La società contemporanea però non si ferma, ed anzi corre, e ben presto avremo un egual numero di donne ciniche, spietate, volgari, ignoranti e stronze quanto gli uomini. Tutto ciò non mi rallegra, però.

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    1. Anzitutto, grazie per la lettura 🙂
      In realtà non volevo provocare, non stavolta.
      Io non credo che le donne abbiano nessun superpotere emotivo che le porta a una maggiore consapevolezza, ma credo che anni e anni, decenni e secoli di insegnamento dell’uomo in guerra (e non solo) abbiano inevitabilmente imbrutito gli spiriti.
      E credo anche che di donne ciniche, spietate, volgari, ignoranti e stronze quanto gli uomini sia pieno il mondo 😉

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