RACCONTI DI QUARANTENA #2

(ovvero: “3 età”)

Per me non cambia nulla.
Vivo in Germania, da sola, in un monolocale di 25mq, non ho un lavoro, non uscivo prima non esco ora. Non c’è altro da dire su di me.
L’unica cosa bella è che adesso sono tutti come me.
Tutti soli come me.

Mi sento soffocare, ho bisogno di uscire, la mia casa è grande, ho un bel giardino, so di esser fortunata, ma voglio rivedere le mie amiche, i miei ex colleghi, i soci del club pensionati, ho voglia di andare a comprare il pane, di fare una passeggiata, voglio portare i fiori da mia madre al cimitero, desidero salutare un conoscente incrociato per strada, scambiare 2 chiacchiere con i vicini della casa al mare…

2 anni alla pensione, li conto ogni giorno! 2 ultimi anni di fatica, porto a casa il ciclo pensavo, chiudo il quinquennio e saluto tutti, insegno da 40 anni cosa caspita mi poteva mai capitare?!? Una pandemia! Che se ci penso proprio mi gira la testa… e poi lo avevo detto ai genitori che ci serviva un computer nuovo in classe, almeno ora potrei usare quello, invece no, ho ‘sto carretto che non va manco online!

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Io… io so che quando la quarantena sarà finita tornerò a essere l’ultima sfigata del pianeta, tutti correranno dai loro “congiunti” mentre io rimarrò nei miei 25 mq, con le imposte chiuse perché vivo in un seminterrato, il soffitto è basso e le finestre con le grate danno sul marciapiede. Conosco i passi della gente, il ritmo va a braccetto con lo stile.
Questo il mio miglior passatempo: il tic toc delle scarpe dei passanti.
Tic.
Toc.
Ora non c’è manco più quello.
Così sono andata sui “social”.
Ai social non ci ho mai creduto. Social… per essere sociali con chi?
Ho dei profili falsi usati in passato per spiare le ex compagne di scuola e scoprire che sono tutte felicemente madri sposate. Io un topo d’appartamento.
Mi sono riconnessa e ho iniziato a cercare suggerimenti per suicidarmi, modi e strumenti. Poi è capitato. Sono finita su TikTok.
È una dipendenza, ne sono ossessionata, scorro tra esibizioni e profili e a ogni nuovo video capisco che non sono così sfigata… perché questi sono tutti più coglioni di me.
A fine quarantena tornerò a cercare lavoro, perché se loro ce la fanno figuriamoci io!

No, io internet non lo uso.
Non se ne parla proprio.

Ho un computer nello studio, ma non lo accendo da anni e non so se c’è dentro internet e poi finirei per cliccare qualcosa che non conosco e chissà che combino! Magari faccio acquisti o do il mio indirizzo a qualcuno… o pubblico qualcosa di imbarazzante, ho una reputazione in paese… no no no! Internet non fa per me!!
Certo, però mi sono detta che non potevo ciondolare in casa tutto il giorno, certo… la quarantena finirà, nulla dura in eterno, ma intanto… certo… qualcosa dovevo pur farla…
Ho aperto il pianoforte.
Da ragazza ero una discreta musicista. Poi lavoro, famiglia e impegni sociali mi hanno distratta. Certo… non è come trascorrere il pomeriggio con le mie amiche del circolo, però… certo… mi sono detta che se avessi ripreso a suonare, le mie amiche sarebbero state impressionate dalle mie doti quando ci saremmo riviste!
All’inizio il pianoforte aveva 2 tasti bloccati, ho dovuto aprirlo e capire cosa non funzionasse e ho scoperto che bastava aggiungere due pezzetti di legno internamente per risollevare i tasti. E ho ripreso a suonare!
Suono tutto il giorno.

All’inizio ero disperata. Ho già fatto tutto ciò che dovevo nella mia carriera!
E invece i genitori vogliono le video lezioni, le registrazioni, i vocali… io sto impazzendo, non ci capisco nulla, questi mi mandano i compiti ma non so dove li salvo, poi non li trovo più, se li trovo non riesco ad aprirli, sarà il tipo di fille, e quando li apro come faccio a scriverci sopra? Come correggo? Non ce la faccio più. Sto male, male.
Le altre colleghe sono tutte più giovani, hanno i tablètte, i portabili, mica come me!
Ma sono 40 anni che insegno! Io so fare il mio lavoro come nessuno!!
Così mi sono fatta aiutare da mia figlia, lei mi ha messo sul deskitoppo un programma con il quale posso registrare dei video che poi mando con vuotzap alla rappresentante dei genitori, lei fa il donald e li gira a tutti.
A inizio carriera ho modestamente fatto qualche pubblicità… so recitare, scrivere e truccarmi bene. Anche a 65 anni! Sì!
Non vedo l’ora di tornare tra i banchi in classe, però ci ho preso gusto con questi video: scrivo prima il testo e lo correggo, poi preparo le registrazioni, le mando a mia figlia e lei mi suggerisce quale inviare.
Ogni volta è un successone!
Sono stanca morta, però penso che alla mia età ho imparato a fare qualcosa che non avrei mai pensato di fare… a 2 anni dalla pensione!
Noi insegnanti di una volta siamo coriacei!!

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