L’apocalisse

Rubrica #ceraunavoltaunapatata
By Debbie Harry

Domenica mattina.
Il sole filtra dalle righe della tapparella. Ti sveglia piano.
Hai passato una notte strana, ti sei addormentata tardissimo rigirandoti mille volte tra le lenzuola. Alla fine ti sei arresa al sonno e fatto sogni strani.
E poi l’oblio, il sonno, il riposo.
E poi il sole che ti sveglia, il cielo azzurro. La luce che illumina l’altro lato del letto.
Che… un momento… non è vuoto, no. Un profilo si staglia, un torace, un naso, una fronte. Un profilo sconosciuto fino a poco fa, ma che in qualche modo stai imparando a conoscere.
Siete ancora nell’attimo del sonno, in cui non sapete reciprocamente di essere svegli, e puoi richiudere gli occhi e pensare, stare immobile e crogiolarti nel momento.
E ti sovviene… l’eterno e le morte stagioni?

No! Che oggi non è solo domenica mattina. Oggi è il 14 febbraio. 
San. 
Valentino. 
Il Fottutissimo San Valentino. 
Certo, posso far finta di non essermene resa conto. La cosa importante è che LUI non se ne renda conto, per quei cliché che poi gli uomini scappano se pensano tu voglia accalappiarli. 
Ma alla fine le mie amiche direbbero che sembra quasi io abbia fatto un terno al lotto. Single incallita “almeno” si sveglia con un uomo nel letto la mattina di San Fottutissimo Valentino.
Non facciamo le ipocrite: Donne! È arrivato Valentino!

Quel giorno che rifuggiamo per 364 giorni, che diciamo non ci importi, ma che in qualche modo ci costringe a fare i conti con la nostra storia relazionale, di single/in coppia/sposata/in crisi. Il giorno che trattiamo come cartina tornasole del cuore.
Può una ricorrenza puramente commerciale essere così importante anche per noi pseudo femministe-donne in carriera-radical chic-emancipate? Ebbene sì. 
Non voglio essere retorica, quando ero in coppia non mi è mai fregato chissà che di San Valentino, certo sono stata felice quando lui mi regalò un salame nel tubo dei Baci Perugina, mi faceva sentire amata e apprezzata nel modo adatto. La verità è che forse potevo fregarmene di festeggiarlo nel momento in cui vivevo realmente una relazione felice, quella da “ci amiamo tutti i giorni, tutti i giorni è San Valentino”. 
Ma quella è un’altra Debbie, un’altra storia. Quella Debbie non c’è più.
Alla fine ammettiamolo, possiamo fregarcene, ma se oggi 14 fottutissimo febbraio proviamo a chiamare una delle nostre amiche in coppia saranno tutte *felicemente* a pranzo fuori, magari tra un’Ikea e uno scazzo. L’Amore con la A maiuscola va fottutamente festeggiato e ostentato sui social, oggi più che mai.
E sarà allora che a metà giornata del San Fottutissimo Valentino, se non siamo corse opportunamente ai ripari, ci sentiremo sole, diverse dalla massa, nel posto sbagliato.

Ma quello sarà un altro momento, non è adesso.
Per fortuna stamattina nessuno nominerà San Fottutissimo Valentino….

… E allora puoi aprire gli occhi. Li apre anche lui. 
Ed ecco il magnetismo, i corpi che sentono il risveglio dell’altro e si svegliano. 
Il tempo si ferma, non c’è nessun 14 e nessun febbraio adesso.
Ti guarda, lo guardi. Sorride, sorridi.
Una mano sul tuo fianco, ti accarezza, si gira verso di te…
Che l’apocalisse abbia inizio.


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