Quello che resta (dopo le 22)

Rubrica #ceraunavoltaunapatata
By Debbie Harry

Pandemia, anno domini 2021.
A e B si conoscono (su Tinder, su Facebook, Instagram, al lavoro, non importa) e decidono di
uscire.
Nulla di più normale.
Se non che nell’anno II della pandemia non ci sono ristoranti o bar aperti.
Se non che devi azzeccare il colore in cui ti trovi anche per passeggiare liberamente all’interno del comune. Se non che… 
Ah… B abita in un altro comune?

GAME OVER!
Attendi fino al 26 aprile, giorno in cui se sei fortunato la tua regione tornerà gialla, oppure
ricomincia da capo.

A riduce il raggio kilometrico d’azione di Tinder.
Conosce C.
C abita nello stesso comune.

YEYYY!!!
Livello sbloccato
.


A e C chattano un po’. Decidono di uscire.

Attenzione! Sei ancora in zona arancione! I locali sono chiusi.


Giro al parco n. 1.
Caffè da asporto. “Beh, allora ci sentiamo!” 

Giro al parco n. 2.
Birra, ma prima delle 18 che se no i bar chiudono oppure possiamo prenderla da quel locale in fondo che ha anche servizio cucina e può servire alcolici fino a tardi (ndr le 22).
“… Allora… Ciao.. Sono stato bene..”
“anche io…”
[…]

… giro al parco N
Una birra alle 18, uno spritz alle 19.
Alle 20.00 sei al terzo giro e va tuuuuttooo beeeene. 
“Senti… e se la prossima volta ti invitassi a cena da me?”
D’altronde che si può fare? I ristoranti sono chiusi e ormai conosci tutti i parchi della città.
Accetti.

Arriva il giorno X.
Cena rigorosamente alle 19. 
Perché lui è lì, introdotto da Conte e lasciato da Draghi. Lui è lì, sempre alle tue spalle. Non si
scampa.

IL COPRIFUOCO

Iniziano i calcoli mentali.

Se devo essere a casa per le 22 me ne devo andare da casa sua alle 21.35 a meno che…
.. No va beh. Non pensiamoci.

Trucco, parrucco, lingerie carina e abbinata che non si sa mai, come quando si va dal dottore che devi essere in ordine, ma questa ha decisamente più pizzo e trasparenze.

Ti apre la porta.
Se avete già sdoganato il contatto fisico sei fortunata, perché nell’anno II d.c. (dopo Covid) Non ci si bacia più sulle guance per salutarsi. 
E quindi imbarazzo…

Tic tac tic tac
Ore 20.30
Vino e risate
Ore 21.00
Amaro e risate
21.15…
21.30… 
Don… Don…Don…
Come una moderna Cenerentola scatta l’ora x.
In cui si decide il tutto per tutto. Il livello finale, quello con il super mostro

O te ne vai, o resti fino a domani.
Perché il vero dramma del coprifuoco è questo.
Devi dormire con i tuoi date perché non puoi tornare/mandarli a casa.

Non so voi, ma qui chez Debbie prima della pandemia eravamo del partito che se è solo roba fisica meglio che ognuno dorma a casa sua.
Perché dormire insieme è più intimo di fare l’amore.
E invece adesso è questo il prezzo da pagare.
Rischiare di svegliarsi abbracciati al prezzo di un (bel) coito mattutino.
Prendere o lasciare. 
In fondo abbiamo tutti voglia di coccole dopo un anno da soli. 

E finisce che ogni spesa all’Esselunga è uno spazzolino nuovo, per chi potrebbe fermarsi a dormire, che non si sa mai, almeno l’alito profuma.
E poi, quegli spazzolini usati una volta, forse due, facciamo tre, usarli per pulire casa, che qui non si spreca nulla. 
In cucina Alessio, in bagno Franco. 

Una schiera di ex soldatini di plastica e setole, ecco quello che resterà del Covid.

2 pensieri riguardo “Quello che resta (dopo le 22)

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