Tempo. Tonfo. Taffo.

Tempo.
Come sostiene un’amica, anche se ho 41 anni e per metà la mia vita è bella che andata, posso iniziare OGGI a suonare uno strumento musicale. Tra 5 anni sarò bravissima. Vale per tutto: università, lavoro, vizi e – se proprio volete – virtù.
Già in 3 anni vedrete gran risultati.
Perché è il tempo la misura di tutte le cose: la perseveranza. Quel coltellino svizzero che rigira nella piaga, quell’amore che non permette quiete, quel desiderio che siete determinati a trasformare in realtà.
Da una parte il tempo scorre inesorabilmente e non torna più. L’esatto secondo che ho impiegato per scrivere la frase precedente non tornerà mai più. E ho deciso io di impiegarlo così.
D’altra parte è come avere dinamite tra le mani, dall’enorme potenziale, da usare una volta sola, in qualsiasi direzione io desideri. E io ho deciso di fare una lista.

Tonfo.
Basta prendere un ottimo suggerimento, aggiungere 2 gocce di incommensurabile testardaggine, condire con un “cucno” di sordità emotivo-selettiva e miscelare il tutto leccandosi i canini.
Creerete un tonfo! Un tonfo bello forte. Uno di quelli che disturbano moltissimo chi, tra la gente che vi circonda, si è fermato all’obbedienza alla regola e la regola lo dichiara chiaramente: scuola, lavoro, matrimonio, figli, morte. Lineare.
Bene, il mio tonfo, in qualche modo altrettanto lineare, prevede:
– romanzo
– vernissage
– graphic novel
– regia cinematografica
– casa con terrazzo
– albero

Basta usare il proprio tempo chiedendosi se ogni singola strada vada verso il punto 1 della lista oppure no. E scegliere con accortezza. Poi, procedere al punto 2. E via dicendo.

Taffo.
Quando avrò completato la mia lista, potrò morire in pace. MA!
MA non prima di pubblicare, qui e ora, le mie ultime volontà. Faccio una piccola premessa…

Ho scoperto il meraviglioso universo dei podcast! Ed è meraviglioso davvero.
In particolare sono diventata fan di Camposanto, ideato-scritto-diretto da tale Giulia De Pentor, un cognome delizioso che lascia adito all’immagine di una donna dai capelli rossi. Invece no, è mora. L’ho googlata. Ma ciò è irrilevante.
Ho scoperto tramite la De Pentor che esiste un variegato mondo d’appassionati dei cimiteri, non dell’oltretomba, non darkettoni, non satanisti, no no. Amanti dei cimiteri. Tutto qua.
E io che nei cimiteri mi sono spesso rifugiata, anche in uno dei momenti peggiori della mia vita, mi sono scaldata nella scoperta di non esser sola. Finalmente so che c’è chi sa parlare di morte senza timore, al di là del magnifico team marketing di Taffo, ovvio. Per cui voglio raccontarvi come io pretendo sia trattata la mia salma appena schiatterò.
Vi farò un elenco numerico, in modo da rendere il tutto più leggibile ed eliminando eventuali scuse tipo “non avevo capito”. No, eh!

1. Anzitutto voglio una tanatoesteta. Un bel vestito di tulle rosso amaranto, qualche pianta di margherite intorno (non fiori recisi) e un giglio bianco tra i capelli. Dal momento che la mia salma sarà esposta, voglio esser figa! Mi pare legittimo. (Nello specifico, contattare Tanatolady – Irene Nonnis)
2. Niente bara. Sono claustrofobica, non dovete approfittarvene solo perché sono morta! Voglio starmene rilassata su un lettino, magari un triclinio con i piedi sollevati, ché è sempre così gradevole…
3. Lascerò qualche soldo, in modo da affittare un locale con camere da letto annesse. Così chi vorrà potrà esser ospitato per la notte. Una baita in montagna, una casa al mare, non è che mi freghi molto, se proprio riuscite mi piacerebbe tanto la campagna… ma la sola cosa che conta è che voi abbiate tutti dove dormire mentre mi fate un’ultima compagnia. Non voglio veglie. Voglio gente sbronza che a una certa desideri schiacciare un pisolino.
4. FESTA!! Voglio musica (punk-rock), voglio buffet (dolce e salato, polpettine fritte, formaggi, tramezzini gustosi, carciofi… sì, sono in trip con i carciofi ultimamente), voglio disegni e foto da ripassare, voglio che tutti possano bere, ridere e – se davvero mi volete bene – trascorrere una notte con giochi da tavola. Io stavolta vi guarderò, ma sarà bellissimo lo stesso.
5. Infine, voglio tornare alla terra con Capsula Mundi. Voglio diventare un albero.
Le piantine di margherite piantatemele tutte intorno. Le adoro.


Tempo. Tonfo. Taffo.
Tutto torna.
Se andrà bene… tutto tornerà.
Anche fuoritempo.


Albero Natalizio Fuoritempo
22.1.2022
17.33

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